Piero Parolari | L'amore intelligente che cura

«L’amore intelligente arriva prima della scienza e della medicina, questa è la mia teoria».
Padre Piero Parolari, medico e missionario in Bangladesh, vittima di un attentato fondamentalista nel 2015, ha vissuto 40 anni a fianco degli ammalati di Rajshahi, fondando un Sick Shelter: «Volevamo offrire cure di qualità anche ai più poveri».
Aveva iniziato visitando i malati nei villaggi abitati perlopiù da indigeni delle aree tribali, ma ben presto aveva notato dei pazienti abbandonati a se stessi, tubercolotici, che «spesso non portavano a termine la terapia, che al tempo durava un anno. Diventavano malati cronici e nessuno si prendeva più cura di loro».
La ragione estesa di cui parla, che «arriva prima» della sola razionalità di scienza e medicina, è quella di un'altra missionaria, Annalena Tonelli, che pur senz'essere medico, aveva attuato in Africa per malati di tubercolosi una nuova terapia di sei mesi, la DOTs (Directly Observed Treatment, short-course), un programma pilota dell’Organizzazione mondiale della sanità. Padre Piero, che aveva dedicato ai tubercolotici una sezione del Sick Shelter, dal 1993 vide migliorare la situazione dopo l’introduzione della DOTs.
Mettere al centro l’altro, dedicare un’attenzione qualificata anche ai poveri, ascoltare i pazienti, conoscere la loro storia, vivere con loro «In Bangladesh è già una terapia».

Per approfondire:
1. Il Bangladesh nel cuore - La storia di Padre Piero Parolari, medico e missionario del PIME
2. Padre Parolari, una vita tra i malati del Bangladesh
3. Bangladesh: un missionario del Pime, padre Piero Parolari, ferito da 3 malviventi
4. La nuova vita di padre Piero