Han Kang | Un ragionamento nella profondità dell'esistere
Premio Nobel per la Letteratura 2024, la scrittrice sudcoreana Han Kang racconta all'Accademia di Stoccolma, che tra i diari di quando era bambina c'è Un libro di poesie, che si apre con le domande: Dov'è l'amore? Cos'è l'amore?
Per quarant'anni la tensione interiore, che aveva costituito la forza trainante della sua scrittura, dolore e meraviglia (Perché il mondo è così violento e doloroso? E tuttavia come può il mondo essere così bello?), aveva riproposto la tematica dell'infanzia, però modificandola e dispiegandola nel tempo fino a Non dico addio. Solo più che cinquantenne Han Kang inizierà ad avere dei dubbi: «Dal mio primo romanzo all'ultimo lo strato più profondo delle mie indagini non era sempre stato rivolto all'amore? Potrebbe essere che l'amore fosse in realtà il filo conduttore più antico e fondamentale della mia vita?».
Quando scrive - spiega - usa il corpo: i dettagli sensoriali della vista, dell'ascolto, dell'olfatto, del gusto, dell'esperienza di tenerezza e di calore, del freddo e del dolore. Cerca di trasmettere le sensazioni vivide dell'essere mortale, come se stesse inviando al lettore una corrente elettrica vivente. E quando sente, che la corrente arriva a destinazione, l'amore si svela come «il filo d'oro che lega insieme i cuori».
Per approfondire:
1. Han Kang, Non dico addio, 2024.
2. Han Kang, L'ora di greco, 2023.
3. Han Kang, Atti umani, 2017.
4. From Han Kang, with love, 9 dicembre 2024.